Tutelare la salute e sicurezza nelle attività di autoriparazione

  • 11 Novembre 2016

Il comparto delle autofficine è un comparto, come già messo in rilievo in precedenti articoli del nostro giornale, è un comparto composto spesso da un elevato numero di piccole aziende e caratterizzato dalla presenza di diversi fattori di rischio che possono essere legati, ad esempio, alle attrezzature, agli impianti, ai prodotti utilizzati e alle prassi lavorative. Vengono presentati non solo i possibili fattori di rischio per la salute (malattie professionali) e la sicurezza (infortuni), ma anche gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali da applicare per prevenire i rischi e ridurne le conseguenze. In “Salute e sicurezza nelle autofficine. Manuale per la prevenzione nelle attività di autoriparazione” ci si sofferma sui fattori di rischio in diverse fasi di lavoro:

– recupero in esterno degli autoveicoli guasti;

– accettazione degli autoveicoli;

– ispezione e diagnosi del veicolo tramite apertura del cofano;

– ispezione e diagnosi del veicolo dalla fossa di ispezione;

– ispezione e diagnosi tramite sollevamento del veicolo;

– collaudo del veicolo (revisione periodica di legge);

– analisi dei gas di scarico;

– interventi su motore e organi di trasmissione del moto;

– controllo e riparazione impianto frenante;

– interventi su sospensioni (ammortizzatori);

– sostituzione liquidi, filtri, candele;

– interventi su impianto elettrico, sostituzione e ricarica batterie;

– interventi sull’impianto di climatizzazione;

– interventi su carburatori, iniettori e pompe di alimentazione;

– interventi su airbag;

– lavaggio pezzi di motori e carburatori;

– lavorazioni meccaniche alle macchine utensili, aggiustaggio, saldatura;

– lavori in altezza;

– riparazione e sostituzione pneumatici.

Vediamo i fattori di rischio e i possibili interventi di prevenzione relativi alla fase di ispezione e diagnosi del veicolo tramite apertura del cofano:

– esposizione a gas a fumi e a parti calde: “per evitare l’esposizione ai gas di combustione degli autoveicoli è necessaria la captazione dei gas di scarico tramite tubo flessibile aspirante; indossare guanti e, se necessario, maschere per la protezione delle vie respiratorie del tipo A (fascia marrone)

– incendio – esplosione: per ridurre il rischio di esplosione durante lo smontaggio della pompa della benzina o del polmone del gas, prima di procedere nell’operazione, è necessario verificare che la batteria sia stata disinserita (spegnere il quadro e togliere la chiave);

– elettrocuzione (utilizzo di lampade elettriche portatili): le lampade portatili devono essere alimentate in bassissima tensione di sicurezza (24 V); per evitare che il cavo costituisca un intralcio, è necessario realizzare un’adeguata collocazione delle prese elettriche rispetto alle zone operative, ed utilizzare dispositivi di avvolgimento del cavo della lampada con molla per il riavvolgimento automatico;

– lavoro in prossimità di organi meccanici in movimento: mantenere distanze di sicurezza e comunque usare indumenti che non possano impigliarsi durante il lavoro (es. tute e o camici con maniche chiuse ai polsi);

– chiusura accidentale del cofano: posizionare correttamente l’asta di sostegno; qualora il modello del veicolo presenti un’asta di sostegno che non garantisce una sufficiente sicurezza devono essere applicati sostegni supplementari;

– lavoro con posture scorrette: fornire una adeguata informazione e formazione sulle posture corrette. Sono posture da evitare il protendersi in avanti per tempi lunghi (come può avvenire lavorando nel vano motore) ed il rimanere a lungo con le mani al di sopra del piano delle spalle (come per i lavori sottoscocca). Gli interventi di prevenzione dei possibili danni alla colonna vertebrale e alle spalle vengono attuati principalmente sul piano organizzativo (discontinuità degli interventi, pause destinate ad interventi diversificati, rotazione del personale)”. Sempre riguardo alle posture si ricorda che il ponte sollevatore “permette di portare il veicolo in riparazione, ad una altezza idonea in rapporto alla lavorazione da svolgere e alla statura dell’addetto”.

Presentiamo infine rischi e prevenzione relativi ad una seconda fase di lavoro, l’ispezione e diagnosi del veicolo dalla fossa di ispezione:

– esposizione a gas di scarico: “i gas di scarico del veicolo devono essere captati al tubo di scappamento tramite tubo flessibile;

– incendio – esplosione: per prevenire il rischio di incendio-esplosione, è necessario garantire un ricambio di aria in modo da impedire la formazione di atmosfere esplosive; dimensionare opportunamente le bocchette per il ricambio dell’aria per contenerne la velocità entro valori accettabili. Le bocchette, per evitare infortuni, possono essere incassate nelle pareti della fossa; ricordare che è vietato: arieggiare la fossa tramite l’immissione di ossigeno; vuotare i serbatoi di carburante mentre l’auto è sulla fossa; utilizzare solventi infiammabili e nocivi nella fossa; eseguire lavori di saldatura a meno di 3 metri dalla fossa, salvo siano adottate specifiche precauzioni;

– impianto elettrico e illuminazione: se la fossa è dotata di impianto elettrico, dovrà essere verificata l’idoneità dello stesso in relazione all’alimentazione dei veicoli che possono essere riparati: se a gasolio norma CEI 64-8/7, mentre se a benzina o gpl norma CEI 31-30 e guida CEI 31-35; eventuali lampade per l’illuminazione di emergenza devono presentare analoghe caratteristiche costruttive; le pareti devono essere rivestite di materiale impermeabile di colore chiaro, resistente ai solventi, facilmente lavabile;

– transito in prossimità di aperture nel pavimento: predisporre una segnaletica in prossimità della fossa per segnalare la sua presenza; prevedere delle scanalature laterali lungo i bordi della fossa, idonee a ricevere parapetti reclinabili o altri dispositivi atti a coprire la fossa sempre che la fossa (stessa) non sia dotata di analoghi apprestamenti di pari efficacia es: ‘tapparelle di copertura’ manuali o motorizzate”.

Concludiamo ricordando che il manuale si sofferma anche sulla formazione, sulla sorveglianza sanitaria, sul primo soccorso, sui documenti da tenere in azienda e da esibire in sede di sopralluogo ispettivo e sulla valutazione dei rischi (il documento può essere utilizzato come integrazione ed aggiornamento nell’elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi).

Articolo di Tiziano Menduto – Fonte : Punto Sicuro