Ridurre carbammato di etile nelle acquaviti di frutta con nocciolo, l’obiettivo della Commissione europea

  • 22 gennaio 2016

Il carbammato di etile è un composto che si forma naturalmente nei cibi e nelle bevande alcoliche, contenuto in pane, yogurt, salsa di soia, vino, birra e in particolare nelle acquaviti di frutta con nocciolo e nelle acquaviti di residui di frutta con nocciolo, soprattutto quelle a base di ciliegie, prugne, mirabelle e albicocche.

Con Raccomandazione (Ue) 2016/22 Della Commissione del 7 gennaio 2016, la Commissione intende fare un passo avanti per meglio tutelare i consumatori dalla contaminazione con carbammato di etile e acido cianidrico (un precursore).Infatti, in base a parere del 2007 di Efsa, circa il carbammato di etile e l’acido cianidrico in alimenti e bevande, l’autorità concludeva che tali sostanze costituivano un rischio per la salute dei consumatori. E che si rendeva necessario adottare misure per ridurne la presenza nelle bevande, e in particolare per le acquaviti con frutta a guscio.In base alla normativa UE, l’acido cianidrico va limitato a 35 mg/kg nelle bevande alcoliche, in base alla normativa sugli additivi (reg. 1334/2008), ma con possibilità più ampie (70 mg/litro) operate dal regolamento 110/2008, circa le bevande spiritose.Tuttavia, nonostante questi limiti, la Commissione ha istituito un Codice per la prevenzione e riduzione da contaminazione di carbammato di etile nelle acquaviti da frutta a nocciolo. Tale Codice prevede un obiettivo di  1 mg /litro di carbammato.Alla luce dell’esperienza acquisita, la Commissione intende raccomandare agli Stati membri l’adozione edlle misure necessarie per ridurre la contaminazione da carbammato nelle acquaviti di frutta a nocciolo e simili. Tali raccomandazioni sono contenute nell’Allegato della raccomandazione e dovrà essere considerato da da tutti gli operatori partecipanti alla fabbricazione, all’imballaggio, al trasporto, alla conservazione e allo stoccaggio di acquaviti di frutta a nocciolo e acquaviti di residui di frutta a nocciolo.Inoltre la Commissione dichiara la necessità di raggiungere il livello più basso possibile di carbammato di etile. La raccomandazione 2010/133/CE è inoltre abrogata.La raccomandazione non ha valore legale vincolante. In ogni caso, in base a un monitoraggio della regione Piemonte di 3 anni fa, tutte le acquaviti analizzate risultavano abbondantemente entro il range di 1 mg per litro proposto come obiettivo da raggiungere.

Fonte: Sicurezza alimentare e Produttiva