Origine in etichetta del latte: pubblicato in Gazzetta il decreto ministeriale

  • 31 Gennaio 2017

È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di ieri (la n. 15), l’atteso decreto ministeriale sull’indicazione dell’origine in etichetta del latte e del latte usato come ingrediente nei prodotti lattieri-caseari (decreto ministeriale del 19 gennaio 2017).
Campo di applicazione – Il provvedimento, come specificato nell’allegato, si applica a:

· latte e crema di latte, non concentrati né addizionati con zuccheri o altri edulcoranti;
· latte e crema di latte, concentrati o con aggiunta di zuccheri o di altri edulcoranti;
· latticello, latte e crema coagulata, yogurt, kefir ed altri tipi di latte e creme fermentate o acidificate, sia concentrate che addizionate di zucchero o di altri edulcoranti, aromatizzate o con l’aggiunta di frutta o di cacao;
· siero di latte, anche concentrato o addizionato di zucchero o di altri edulcoranti;
· prodotti costituiti di componenti naturali del latte, anche addizionati di zucchero o di altri edulcoranti;
· burro e altre materie grasse provenienti dal latte;
· creme lattiere spalmabili;
· formaggi, latticini e cagliate;
· latte sterilizzato a lunga conservazione;
· latte Uht a lunga conservazione.

Sempre nell’allegato, si precisa che per latte si intende «sia quello vaccino, che quello bufalino, ovi-caprino, d’asina e di altra origine animale».
Per i prodotti Dop, Igp, biologici e per il latte fresco disciplinato ai sensi del decreto interministeriale del Ministero delle Attività produttive e del Ministero delle Politiche agricole e forestali del 27 maggio 2004, continuano ad applicarsi le disposizioni previste dalla normativa vigente anteriormente al 19 aprile 2017, data di entrata in vigore del nuovo provvedimento.

Indicazioni in etichetta – Per i prodotti oggetto del decreto ministeriale 19 gennaio 2017, l’indicazione dell’origine del latte prevede la specificazione in etichetta de:

  • «Paese di mungitura:» il nome del Paese nel quale è stato munto;
  • «Paese di condizionamento o di trasformazione»: il nome del Paese nel quale il latte è stato condizionato o trasformato.

Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato o trasformato nello stesso Paese, è possibile inserire la seguente dicitura: “«Origine del latte:» nome del Paese”. Se invece tali operazioni sono state effettuate in Paesi differenti, si può inserire: “latte di Paesi UE” per l’operazione di mungitura, “latte condizionato o trasformato in Paesi UE” per l’operazione di condizionamento o di trasformazione.
In ogni caso, le indicazioni sull’origine devono essere indelebili, visibili e facilmente leggibili.

Sanzioni – Per quanto riguarda le sanzioni relative agli obblighi stabiliti dal nuovo decreto (obblighi che non riguardano i prodotti fabbricati o commercializzati in un altro Stato membro dell’Unione europea o in un Paese terzo), si fa riferimento all’art. 4, comma 10, della legge 3 febbraio 2011, n. 4.

Disposizioni transitorie e finali – Le disposizioni previste dal decreto ministeriale 19 gennaio 2017 si applicano, in via sperimentale, fino al 31 marzo 2019.
I prodotti che non le soddisfano, ma che sono stati portati a stagionatura, immessi sul mercato o etichettati prima del 19 aprile di quest’anno, possono comunque essere commercializzati fino all’esaurimento scorte e comunque entro e non oltre 180 giorni successivi a tale data.
Infine, in caso di adozione da parte della Commissione europea di atti esecutivi ai sensi dell’art. 26, paragrafo 8, del regolamento (UE) 1169/2011, relativi ai prodotti alimentari oggetto del presente decreto, prima del 31 marzo 2019, il provvedimento perde efficacia dal giorno della data di entrata in vigore dei medesimi.

Fonte: Alimenti & Bevande