Nel riso si trova l’arsenico inorganico, ma non c’è da allarmarsi: attenzione però ai prodotti derivati

  • 17 Luglio 2015

Il riso e i suoi derivati contengono quantità relativamente alte di arsenico inorganico. Lo indicano le analisi condotte dalle autorità di controllo tedesche, che hanno anche rilevato come il livello di questa sostanza sia più alto nei prodotti a base di riso che nei grani stessi. Un fatto che l’Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio (BfR) non riesce a spiegare e chiede anche alle industrie alimentari di chiarire. Esistono due tipi di arsenico in natura: organico, naturalmente presente nel pesce e nei frutti di mare, e inorganico, che è cancerogeno per gli umani. Se assunto per lunghi periodi di tempo, anche in quantità ridotte, può portare a cambiamenti della pelle, danni al sistema nervoso e problemi cardiovascolari. Secondo i calcoli del BfR sul consumo di riso e dei suoi derivati da parte dei tedeschi, può dare un contributo significativo all’assunzione complessiva di arsenico inorganico, in particolare per i bambini fino a tre anni d’età, la cui esposizione alimentare a questa sostanza, anche da alimenti a base di riso, è stimata essere due-tre volte maggiore di quella degli adulti.

Fonte: Il Fatto Alimentare