MOCA, aspetti tecnici e normativi

  • 21 aprile 2016

Attenzione crescente e normativa europea in continua evoluzione. I MOCA si evolvono e cresce il problema della sicurezza degli alimenti con cui essi vengono a contatto.

MOCA, acronimo per Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti, comprende sia gli oggetti utilizzati per cucinare sia quelli atti ad imballare, conservare e consumare gli alimenti. Di conseguenza i materiali utilizzati sono svariati: carta, vetro, materiali plastici, poliaccoppiati, ceramica, alluminio, banda stagnata, silicone, ecc. L’utilizzo sempre più diffuso degli imballaggi e la loro evoluzione ha migliorato notevolmente la conservazione degli alimenti e la loro shelf life, nonché agevolato non di poco il trasporto e la distribuzione, non più solo a livello locale ma globale. Con l’evoluzione dei materiali a contatto con gli alimenti, si è dovuto affrontare il problema della sicurezza degli alimenti con cui essi vengono a contatto. Uno degli aspetti principali è la migrazione di sostanze estranee all’alimento e potenzialmente pericolose per la salute. I materiali si evolvono e con essi anche le normative di riferimento. Ecco che i nuovi materiali plastici di origine vegetale, così come le bottiglie per l’acqua minerale di materiale riciclato (DM 113/2010), trovano spazio all’interno di questo settore molto variegato. Nuovi materiali vuol dire anche nuove molecole che vanno ad aggiungersi, come additivi o coadiuvanti, a materiali già conosciuti e utilizzati da tempo o a sostituire quelli già esistenti. La normativa deve stare al passo con i tempi per assicurare l’utilizzo corretto dei nuovi materiali o di quelli modificati che vengono a contatto con gli alimenti. Sia la normativa italiana che quella comunitaria hanno affrontato la tematica della sicurezza dei MOCA. A regolamenti quadro come il Regolamento (CE) n.1935/2004 si affiancano quelli specifici per tipologia di materiali. In particolare, il Regolamento (CE) n.1935/2004, stabilisce i requisiti generali cui devono rispondere tutti i materiali ed oggetti in questione, mentre misure specifiche contengono disposizioni dettagliate per i singoli materiali. Il Regolamento stabilisce che tutti i materiali ed oggetti devono essere prodotti conformemente alle buone pratiche di fabbricazione e, in condizioni d’impiego normale o prevedibile, non devono trasferire agli alimenti componenti in quantità tale da costituire un pericolo per la salute umana, comportare una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari e comportare un deterioramento delle caratteristiche organolettiche. Nel Regolamento inoltre si dà la possibilità di riciclo di manufatti in plastica dando indicazioni generiche sui processi industriali da utilizzare. L’argomento viene meglio affrontato nel Regolamento CEE 282/2008 relativo ai materiali e agli oggetti di plastica riciclata destinati al contatto con gli alimenti. Visto l’accrescersi della globalizzazione dei mercati, di cui quello alimentare non fa eccezione, si assiste costantemente all’aumento dell’importazione e dell’esportazione di materiali destinati al contatto con gli alimenti. I controlli sono stati intensificati e sono nati organismi preposti al controllo del rispetto dei parametri legislativi definiti e alla segnalazione, a livello europeo, di eventuali allerte per prodotti non sicuri per il consumatore. Ne è un esempio il sistema di allerta rapido RASFF che consente di notificare, in tempo reale, i rischi diretti e indiretti per la salute pubblica connessi ad alimenti, mangimi e materiali a contatto e quindi di adottare tempestivamente le opportune misure di salvaguardia e comunicarle a tutti i membri del network. Istituito sotto forma di rete, i cui punti di contatto sono la Commissione europea, gli Stati membri dell’Unione e l’EFSA, si attiva quando un prodotto che presenta o può presentare un pericolo, ha raggiunto il mercato comunitario. Le informazioni viaggiano attraverso il sistema sotto forma di notifiche che possono essere distinte in allerta (massimo grado di pericolo, rischio grave per la salute, occorre adottare misure immediate), information (il prodotto a rischio non ha raggiunto il mercato o è scaduto e quindi non occorre adottare misure urgenti), news (informazione di carattere generale relativa ad una non conformità registrata in un Paese membro o in un Paese terzo, che può essere utile agli altri per orientare i controlli ufficiali) e border rejection (informazione relativa al respingimento alle frontiere di una partita non conforme alle norme comunitarie. Dà inizio alla serie dei controlli accresciuti su partite assimilabili per origine e matrice).Il Reg. CE 2023/2006 fa riferimento alle GMP dei materiali e degli oggetti di cui all’art. 3 del Reg. CE 1935/2004: essi devono essere fabbricati, compresi quelli riciclati, nel rispetto delle norme generali e specifiche sulle GMP. I produttori di MOCA, tenuti quindi ad istituire un controllo qualità durante il processo di lavorazione, trasformazione e distribuzione, devono ricorrere a verifiche documentali. In particolare devono elaborare la dichiarazione di conformità (DDC) con relativa documentazione di supporto. La dichiarazione di conformità deve viaggiare e scortare nei vari movimenti i MOCA ed essere consegnata dal fornitore al ricevente. La DDC contiene specifiche di composizione dei materiali e dell’approvvigionamento, certificazione di conformità da parte dei fornitori, rapporti di prova su sostanze di partenza, documentazione su materie prime e semilavorati. Ad eccezione del consumatore finale, la stessa deve essere aggiornata ogni qualvolta avvengono modifiche sostanziali, mentre il produttore deve trattenere per sé la documentazione di supporto comprensiva dei “documenti operativi” riguardanti modalità di selezione dei materiali, la registrazione dei dati di produzione, i controlli della produzione, gli esiti delle analisi di laboratorio, le azioni correttive, i controlli sul prodotto finito, la gestione di magazzino e spedizione-trasporto, la formazione. Dal canto suo, l’industria alimentare deve richiedere al produttore, o al distributore all’ingrosso e/o importatore la DDC. L’art. 17 Reg. Ce n.1935/2004 prevede inoltre la rintracciabilità dei MOCA.

Articolo di Stefania Milanello – Fonte : Macchine Alimentari