Mais, droni schierati contro la piralide

  • 9 giugno 2016

Il mais oggi si difende con il trichogramma, un insetto parassita della piralide che viene distribuito sui campi grazie all’uso dei droni. La piralide del mais è l’incubo degli agricoltori. A disturbare il sonno di molti maidicoltori non è tanto l’attività delle larve del lepidottero, quanto i funghi che si moltiplicano nelle spighe intaccate dall’insetto e che producono micotossine. Un vero flagello che in alcuni casi può addirittura arrivare al sequestro del raccolto. Questo perché le aflatossine sono cancerogene e possono intossicare l’uomo attraverso il latte di vacche alimentate con mangimi infetti. Sono vari gli agrofarmaci sviluppati per combattere la piralide, ma da circa un anno è disponibile un nuovo metodo di lotta biologica. De Sangosse ha infatti studiato il comportamento di un insetto, il Trichogramma brassicae, la cui femmina depone le proprie uova all’interno di quelle della piralide. In questo modo si distruggono intere generazioni del lepidottero. Niente larve, niente micotossine. Il Trichosafe altro non è che palline di materiale biodegradabile all’interno delle quali sono presenti le uova del parassita. “Una volta in campo si schiudono ad ondate. In tutto sette, una ogni quattro giorni circa, e assicurano una protezione per un mese”. Il punto cruciale è la tempestività di intervento dunque, ma come fare a spargere il prodotto al momento giusto, quando magari si è appena irrigato e il terreno rende difficoltoso l’uso dei mezzi meccanici? La soluzione arriva dal cielo. Grazie ai droni è infatti possibile lanciare sul campo le capsule con precisione millimetrica. Tutto sta nel pianificare prima l’intervento.

Articolo di Tommaso Cinquemani – Fonte : Agronotizie