Macchine da Caffè: troppi batteri durante l’uso. Uno studio dell’Università di Valencia consiglia una frequente manutenzione

  • 25 Gennaio 2016

Anche se la caffeina è considerata una sostanza antibatterica, alcune parti delle macchinette per preparare il caffè espresso (la vaschetta sottostante alla griglia dove si mette la tazzina e la zona dove si depositano le cialde utilizzate) sono un ricettacolo di batteri. Lo ha rilevato la prima ricerca sistematica condotta da alcuni ricercatori dell’Università spagnola di Valencia e pubblicata dalla rivista Nature.
Sono state analizzate nove macchinette che impiegano capsule, in uso da almeno un anno e provenienti da famiglie, università, istituti e aziende biotecnologiche della zona di Valencia. In tutti i casi, gli apparecchi funzionavano in ambienti con una temperatura di circa 25°C. I ricercatori hanno inserito nel test una nuova macchinetta acquistata appositamente e utilizzata per cinque mesi in laboratorio, con un consumo quotidiano di 1-5 capsule. L’acquisto si è reso necessario per valutare nei due mesi successivi alla prova il processo di colonizzazione batterica. Tutti i pezzi staccabili della macchinetta – vaschetta e contenitore delle capsule, griglia di gocciolamento e di supporto della tazzina – sono stati lavati a fondo una sola volta, il ventottesimo giorno, con acqua di rubinetto.
Le analisi hanno rilevato l’esistenza di una comunità batterica in tutte le macchine e una rapida colonizzazione batterica del caffè che gocciola, nonostante la presenza della caffeina. Nei primi trenta giorni, si è registrata una maggior instabilità nelle comunità batteriche che procede a ondate successive. Dopo il primo mese, la composizione batterica risulta più equilibrata (il numero di specie varia da 35 e i 67, tra cui alcuni patogeni).
La conclusione dei ricercatori è che la presenza di batteri con proprietà patogene e il veloce recupero nella crescita dopo il risciacquo del serbatoio dove si tengono le capsule, indicano la necessità di una frequente manutenzione del contenitore delle capsule, anche con l’utilizzo di composti batteriostatici. Inoltre, bisogna evitare che le gocce di caffè vengano a contatto con altre parti della macchina.

Articolo di Beniamino BonardiFonte : Il Fatto Alimentare