Legge europea 2017: due riferimenti alla tutela delle acque

  • 21 aprile 2017

Durante il Consiglio dei Ministri di oggi, 31 marzo, il Governo ha approvato, in esame preliminare, il disegno di legge Europea 2017.
Si tratta delle Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea ed al suo interno, diversi riferimenti all’ambiente, in particolare alla disciplina delle acque.
Ecco cosa indica il Consiglio dei Ministri

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha approvato, in esame preliminare, un disegno di legge che detta disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea (Legge europea 2017).
Il provvedimento si compone di quattordici articoli ed è volto a chiudere tre procedure d’infrazione e tre casi EU Pilot e a superare una delle contestazioni della Commissione europea nell’ambito di un caso EU Pilot, recando altresì norme per la corretta attuazione di due direttive e l’introduzione di alcune modifiche alla legge n. 234/2012.

Tutela delle acque e monitoraggio delle sostanze chimiche (caso EU Pilot 7304/15/ENVI)
La disposizione è finalizzata a sanare una delle contestazioni sollevate dalla Commissione europea nell’ambito del caso EU pilot 7304/15/ENVI relative alla non corretta applicazione della direttiva 2009/90/CE, che stabilisce specifiche tecniche per l’analisi chimica e il monitoraggio dello stato delle acque. In particolare, si assicura l’intercomparabilità, a livello di distretto idrografico, dei dati di monitoraggio delle sostanze chimiche e, di conseguenza, dello stato ecologico e chimico dei corpi idrici superficiali.

Applicazione dei limiti di emissione degli scarichi idrici (corretta attuazione della direttiva 91/271/CEE in materia di acque reflue urbane)

Si prevede una modifica alla tabella recante i limiti di emissione per gli impianti di acque reflue urbane recapitanti in aree sensibili, con l’effetto di estendere i controlli sulla qualità degli scarichi alla totalità degli impianti di depurazione al servizio degli agglomerati superiori a 10 mila abitanti equivalenti.

Fonte : Insic