La tossicità dello scontrino fiscale: il bisfenolo A contenuto nella carta termica è pericoloso soprattutto per gli operatori di cassa. Le alternative esistono

  • 31 Gennaio 2017

In Italia solo da pochi anni si parla della nocività del bisfenolo A,  soprattutto per la presenza nei bicchieri di plastica e in altri contenitori per alimenti mentre quasi nessuno si ricorda della carta termica degli scontrini, anch’essa ricoperta di bisfenolo A. Il momento di maggior rilascio dei componenti tossici si ha quando la persona addetta alla cassa lo stacca dalla stampante, ancora tiepido, e lo consegna al cliente. Il momento di maggior rilascio dei componenti tossici si ha quando la persona addetta alla cassa lo stacca dalla stampante, ancora tiepido, e lo consegna al cliente. Il problema è che questa operazione viene ripetuta continuamente ogni giorno durante il lavoro per molti anni.  Gli operatori di cassa dei supermercati sono i più esposti al pericolo tossico del bisfenolo A. In Francia già da due anni le autorità sanitarie hanno preso provvedimenti e per  la carta termica utilizzata negli scontrini fiscali si usa un reagente di provenienza biologica
Il bisfenolo A è stato ideato da un signore russo A.P. Dianin nel lontano 1891 e viene preparato tramite la condensazione dell’acetone (da cui il suffisso A nel nome) con il fenolo. La reazione è catalizzata dall’acido cloridrico o da una resina di polistirene.

Basterebbe un esame delle urine per verificare i livelli di bisfenolo A tra il personale addetto alle operazioni di cassa, e confrontarlo con gli addetti ad altre mansioni. Questa operazione servirebbe per evidenziare l’eventuale presenza di livelli significativi dovuti all’assorbimento cutaneo. Il problema non riguarda solo gli scontrini rilasciati alla cassa dei punti vendita. La questione interessa anche la carta a stampa termica incollata sulle confezioni dei prodotti per indicare il prezzo della merce, come pure le etichette delle bilance utilizzate per pesare la frutta e la verdura nei supermercati , oltre alle ricevute rilasciate dai bancomat o quelle delle carte di credito. Già da qualche anno è in commercio in Italia carta termica, senza BPA, che usa come reagente un derivato del mais. Da noi c’è molta diffidenza e pochi centri commerciali hanno optato per questo tipo di carta, che costa il 10% circa di più. Non ci vorrà molto tempo ancora per sapere se il bisfenolo A usato quotidianamente sia nocivo oppure no. Se la risposta sarà positiva si dovrà cambiare il tipo di carta per la stampa degli scontrini fiscali, senza però risolvere il problema dell’enorme spreco di carta. La carta è un impasto colloso derivata dal legno, che opportunamente trattato diventa un foglio leggero e resistente, su cui poter imprimere dell’inchiostro. Ci sono tanti tipi di carta, per ogni uso: dalla velina alla vellutata, dal cartone alla carta carbone, dalla carta profumata a quella termica degli scontrini che però contiene bisfenolo A e per questo motivo non è riciclabile.

Fonte : Il Fatto Alimentare