I livelli di disparità uomo-donna nei settori produttivi e nelle professioni

  • 20 Novembre 2015

Per capire le finalità del Decreto interministeriale del 13 ottobre 2015 in materia di incentivi ad alcuni settori e professioni, occorre richiamare il Regolamento UE n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014 che prevede alcune categorie di aiuti a favore di lavoratori cosiddetti svantaggiati per il fatto di essere occupati, appunto, “in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici dello Stato membro interessato”.
Ed è in attuazione dell’art. 2, punto 4, lett. f) del Regolamento europeo ma anche “ai fini previsti dall’art. 4, c.11 della L. 92/2012*”, che il decreto interministeriale individua per 2016**, i settori e le professioni interessati ai benefici.
Oltre che ai principi generali dell’attività amministrativa per cui “l’attività amministrativa è retta da criteri di economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità e trasparenza”, la L. 92 del 2012 prevede l’attribuzione di vantaggi economici… a persone ed enti pubblici e privati, “subordinatamente alla predeterminazione da parte delle amministrazioni procedenti… dei criteri e delle modalità cui le amministrazioni stesse devono attenersi”.
Scorrendo la tabella dei settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna, si legge che nell’ Agricoltura il tasso è del 44,7% (294 maschi, 112 femmine), nell’ Industria i tassi vanno dall’ 83, 57% delle Costruzioni al 45,77% dell’industria manifatturiera. Nei Servizi la disparità uomo-donna è più forte nel trasporto e magazzinaggio (567%), seguono l’informazione e comunicazione (36,67%) e i servizi generali della pubblica amministrazioni (31,77%).
La tabella delle professioni. Fra gli ufficiali delle Forze armate il tasso di disparità è di 99,37%, seguono gli agricoltori e specializzati in agricoltura, 77,47%, gli architetti ed ingegneri, 667%, gli artigiani e operai specializzati, 48,57%, gli imprenditori di piccole aziende, 37,8, 7% gli specialisti in salute, 24,27%, gli specialisti in scienza umane, sociali 14%.
II tasso di disparità medio è stato rilevato in misura pari al 9,3%. La soglia sopra la quale un settore è caratterizzato da un tasso di disparità uomo-donna superiore di almeno il 25% del valore medio è pari a 11,6%. Le tabelle non riportano i settori e le professioni che hanno registrato un tasso di disparità inferiore a questo livello.

Articolo di Enzo Gonano – Fonte: Quotidiano Sicurezza