Agrumi e chimica: la Corte di Giustizia Ue conferma che gli imballaggi devono indicare se sono stati trattati con sostanze chimiche dopo la raccolta

  • 24 marzo 2016

La Corte di Giustizia dell’Unione europea ha respinto un ricorso della Spagna, confermando che gli imballaggi di limoni, arance e mandarini devono contenere indicazioni sugli eventuali agenti conservanti o le altre sostanze chimiche utilizzate nei trattamenti effettuati sulla superficie esterna  dopo la raccolta. Secondo la Corte di Giustizia europea, invece, è ragionevole che il consumatore sia avvertito dei trattamenti effettuati sugli agrumi dopo la raccolta. A differenza dei frutti a buccia sottile, gli agrumi possono essere trattati con dosi molto più elevate di sostanze chimiche e la buccia può in qualche modo entrare a far parte dell’alimentazione umana. La Corte ricorda che i limiti massimi applicabili ai residui di 2‑fenilfenolo (fungicida agricolo utilizzato per il trattamento a cera delle superfici degli agrumi) sono fissati a un livello 50 volte maggiore per gli agrumi che per altri frutti. Inoltre, sostiene la Corte, l’etichettatura relativa all’eventuale trattamento post‑raccolta degli agrumi era necessaria per garantire adeguata tutela dei consumatori all’interno e all’esterno dell’Unione.

Questi sono gli additivi permessi dall’UE per il trattamento degli agrumi

E 901 – Cera d’api, bianca e gialla – Categoria: Agente di rivestimento, Supporto per additivi.

E 904 – Gommalacca – Categoria: Agente di rivestimento.

E 914 – Cera polietilenica ossidata – Categoria: Agente di rivestimento.

E 230 Bifenile,  E 231 Ortofenilfenolo,  E 232 Ortofenilfenolo sodico, sono altri due conservanti utilizzati per il trattamento di superficie degli agrumi.

Articolo di Beniamino BonardiFonte : Il Fatto Alimentare